LA VIA DI MEZZO
DA COMO A BELLAGIO
Sulla parte orientale del primo bacino del Lario s’affacciano le case del borgo di Sant’Agostino, dove un tempo attraccavano le barche da trasporto per le merci e gli animali. Il borgo era anche famoso per le lavandaie che, numerosissime, vi lavoravano utilizzando facilmente l’acqua del lago e, per stendere, apposite strutture che collocavano sulle scalinate e sulle rive. Nulla di questo è rimasto, ma il borgo si riconosce bene e si notano le antiche ville che già segnavano il percorso dalla città alla punta di Geno che divide la città dal resto del Lario. Una fontana, con un getto d’acqua altissimo, segna il passaggio. Oltre Villa Geno (oggi ristorante) l’acqua sembra cambiare colore (anche effetto della vegetazione scura e delle correnti) e costeggia riservatissimi giardini appartenenti, un tempo, alla nobiltà e alla buona borghesia e oggi invece a imprenditori, artisti dello spettacolo, calciatori. Per tre o quattro chilometri vi sono solo giardini e ville, poi l’abitato di Blevio che si ricollega al lago. A poca distanza vi è Torno con un bel porticciolo e la chiesa parrocchiale di S. Tecla. Una riva selvaggia e quasi disabitata caratterizza il tratto successivo (riconoscibile il vasto parco e la villa Pliniana) fino alle frazioni a lago del comune di Faggeto Lario. Poi si incontra Pognana Lario, paese disperso in diverse frazioni arrampicate sulla montagna. A lago l’acqua sfiora le cave di pietra, oggi abbandonate e raggiungibili solo con barca. La frazione di Careno apre il comune di Nesso. L’abitato è riconoscibile per la forma a triangolo rovesciato con punta sul lago e lato “superiore” che fiancheggia la strada. Nesso è noto per i resti di un Castello e per l’Orrido che rumorosamente si getta nel lago (la zona è riconoscibile da un bel ponte antico). Lezzeno è un comune lungo quasi sette chilometri le cui rive spesso si allargano sull’acqua in spiagge inconsuete sul Lario. Dopo le ultime case del paese la montagna sembra precipitare nel lago quasi a picco. Per qualche chilometro la sponda è disabitata. Poi, improvvisamente, dopo un piccolo promontorio si presenta Bellagio. Le prime case, il borgo di San Giovanni, poi parchi, giardini, ville e residenze di pregio; infine il centro, il borgo con le scalette parallele che s’arrampicano verso la strada alta che termina alla punta Spartivento, dove il Lario si divide nei due rami di Como e di Lecco.
 torno: la pliniana
 lezzeno: le scogliere
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