LA VIA DI MEZZO
Il lago è stato utilizzato fin dalle epoche più antiche come principale via di comunicazione tra tutti gli insediamenti abitati distribuiti presso le sue sponde; è assai difficile però dire come si svolgessero questi traffici. Non è rimasto alcun reperto di epoca preromana connesso con la navigazione (anche la piroga dalla torbiera di Albate a lungo ritenuta protostorica si è rivelata di epoca medioevale) e neppure di epoca romana, per la quale però si dispone di qualche testimonianza storica. La navigazione assunse infatti anche importanza militare, così che presso la città di Como risiedeva un “prefetto” della flotta cui era attribuita anche la “sorveglianza” della città; certamente esistente era anche un “collegio” (cioè una sorta di corporazione) dei naviganti. Al porto romano di Como vennero attribuiti, con qualche dubbio, ritrovamenti archeologici nell’area di piazza Mazzini; più recentemente strutture di tipo portuale sono state individuate fuori dell’antica Porta Sala (ora piazza Cacciatori delle Alpi), ai margini della città murata. Neppure della navigazione in epoca medioevale si sa gran che, ma certo durante la decennale guerra tra Como e Milano (1118-1127) si svolsero battaglie navali di importanza fondamentale. Con l’avvento della signoria dei Visconti poi venne realizzato il nuovo porto della città: grande scavo semicircolare che rimase in uso fino alla seconda metà dell’Ottocento, sul luogo dell’attuale piazza Cavour. Porti analoghi, artificialmente protetti dal vento e dalle onde, dovettero esistere in tutte le principali località del lago, ma di nessuno si sono conservati resti antichi. Altre importanti battaglie si svolsero sulle onde del Lario durante il breve periodo di predominio di Gian Giacomo Medici, detto il Medeghino, all’inizio del XVI secolo. Dopo di allora la storia della navigazione lariana è storia di commerci, di trasporti, di turismo o, al massimo, di “parate” dei sovrani e dei potenti di ogni epoca. È noto infatti che quando un’eminente personalità voleva farsi ammirare da tutto il popolo preferiva solcare le ampie acque del lago piuttosto che infilarsi nel dedalo delle strade strette e insicure. Con l’inizio dell’Ottocento, gondole, comballi, “navi” e “battelli” (tradizionali denominazioni delle imbarcazioni a remi e a vela) lasciarono progressivamente il campo ai battelli a vapore (il primo fu varato nel 1826) e questi a loro volta, dalla metà del XX secolo in avanti, ai cosiddetti trasporti su gomma.
 
 DA COMO A SORICO
 DA COMO A BELLAGIO


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