
La Strada Regina è un mito o forse un inganno storico e anche un errore toponomastico. Vecchie lastre in pietra messe sulle case d’angolo, in molti paesi del lago, e più recenti cartelli in metallo la nominano “Strada Regina Teodolinda” e in qualche caso si precisa anche il riferimento a Teodolinda (regina dei Longobardi nel VII secolo d.C.) che però nulla ebbe a che fare con questa strada che collega Como con il Nord del Lario. La Strada Regina è ben più antica e doveva esistere già in epoca preromana e il nome semmai riconduce alla “Retia”, oppure al suo carattere “regio” (come dire: strada statale). Un rifacimento del tracciato si attribuisce ai Romani, che tuttavia non la considerarono mai fondamentale per i collegamenti ai passi alpini (Spluga, Septimer, Maloja-Julier), preferendole sempre la via d’acqua, da Como a Mezzola, più rapida e sicura. La strada restò dunque poco più che una mulattiera e talvolta quasi un sentiero, anche abbastanza ripido, nonostante i continui lavori di riattamento e miglioramento che si susseguirono nel corso dei secoli e con maggiore frequenza nei tempi moderni. La Strada Regina è oggi in realtà un insieme di strade (anche tre o quattro) che a tratti corrono parallele, a tratti si intersecano e si sovrappongono, costituendo quasi un “palinsesto” sul territorio, in grado di restituire anche a occhi non specialistici differenti organizzazioni urbanistiche ed economiche. Completamente diverso è, infatti, muoversi a piedi a mezza costa su uno stretto acciottolato, oppure spostarsi in automobile, quasi sulla riva del lago. La Strada Regina, che oggi si percorre in auto con difficoltà, è tuttavia una via di comunicazione tra le più belle d’Italia, che permette di godere della vista continua del lago e delle sponde opposte. Attraversando paesi e borghi diventa una stradina angusta non sempre agevole; il viaggio è lento, ma affascinante e consente di vedere da vicino una serie di belle ville, numerosi giardini e parchi (alcuni anche pubblici e visitabili) e molte chiese di grande interesse artistico. Strette viuzze si diramano dall’arteria principale, salendo a frazioni più a monte o, all’opposto, quasi precipitando (con scalette ripide) verso le rive del lago. Fermarsi spesso, anche in ogni piazzetta o slargo, per il turista è un’occasione che consente di scoprire improvvisi scorci e colori del lago e delle terre che lo circondano.