
Quando, tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento,
il Lago di Como cominciò a entrare stabilmente
nel circuito del turismo, non ancora di massa
ma già abbastanza diffuso tra gli strati alti delle
popolazioni straniere, si dovette mettere mano alle
strutture ricettive. Nacquero quindi i primi alberghi
moderni, che si svilupparono dalle antiche locande,
alcune delle quali documentate già nel Medioevo.
Ovviamente, la maggior parte degli alberghi sorsero
intorno al lago, principale attrattiva turistica e anche
fondamentale percorso di transito. Uno dei più famosi
alberghi fu, a Como, quello “dell’Angelo”, non a
caso affacciato proprio sul porto. Analogamente, altri
alberghi prestigiosi sorgono sul lago, quasi in tutte le
località rivierasche.
Proprio sulla sponda è il famosissimo Villa d’Este,
edificato sulla struttura di una villa neoclassica, e
cresciuto fino a occupare con una propria piscina
galleggiante anche una porzione di golfo. Sulla sponda
sono anche molti degli alberghi di Moltrasio e
quasi tutti quelli di Bellagio: qui, addirittura, hanno
riutilizzato quasi l’intera cortina di case a portico del
fronte a lago del paese, un tempo, forse, povere abitazioni
di pescatori. Sempre a Bellagio sul lago è il
lussuoso albergo Villa Serbelloni, mentre a poca
distanza il grandioso Grande Bretagne vive da
decenni ormai un triste abbandono. Sul lago si affacciano
i numerosi esercizi che in una sequenza quasi
ininterrotta costellano i paesi di Lenno, Tremezzo,
Griante, Menaggio: non si può fare a meno di notare
l’imponente Grand Hotel Tremezzo, cresciuto di
piano in piano fino a una mole cui i fregi liberty cercano
di conferire leggerezza, o l’allungato Belle Vue
di Cadenabbia, articolato in una serie di corpi con
delicati decori in ghisa, o ancora il Vittoria di
Menaggio e il Bazzoni di Tremezzo, noto per essere
stato oggetto di un’incursione aerea nell’ultimo conflitto
mondiale. In posizione panoramica, dominante
sul lago, è l’albergo di Villa Cipressi a Varenna, il più
famoso forse di una serie notevole di strutture della
sponda lecchese. Ciascuno di questi, e tanti altri
ancora, offre una speciale prospettiva di un brano di
quel lago che tutti conoscono come “il più bel lago del
mondo” e anche uno dei più accoglienti.