
Non nasconde l’emozione l’anziano
signor Riva quando mostra al visitatore i
quaderni dalla copertina nera già utilizzati
da suo padre come libri mastri alla fine
dell’Ottocento e agli inizi del Novecento.
In questi registri sono puntigliosamente
annotati i clienti, le spese e gli incassi,
ma soprattutto si possono ammirare gli
schizzi delle barche in via di costruzione
realizzati con pennino e inchiostro nero.
Riva cerca di illustrare le tecniche di pesi
e contrappesi con pietre e sassi applicati
a funi e corde e il metodo per scaldare le
assi con piccoli fuochi accesi, che poi si
raffreddavano, depositando acqua in
punti prestabiliti per curvare il fasciame. I
Riva sono forse (ma lui ne è certo) la più
antica famiglia di maestri d’ascia del
lago di Como. L’iniziatore della dinastia è
probabilmente un nonno del bisnonno
che avviò l’attività intorno al 1830.
Nei quaderni si legge ancora di “braccia”
e “once”. Per vedere citato il sistema
metrico decimale occorre attendere il
Novecento. In principio furono barche per
la pesca e da trasporto tipo Lucia, poi
all’inizio del Novecento si passò alle
lance da diporto tipo Inglesina per poi
approdare, è il caso di dirlo, alla costruzione
anche di barche da regata per
canottaggio, tutte rigorosamente in
legno. Queste barche hanno vinto ben
venticinque campionati italiani nella categoria
a sedile fisso. Il legno è una vera e
propria filosofia che non consente deroghe,
nemmeno ora che la vetroresina la
fa da padrona.
Riva storce il naso, azzardando un paragone
ardito: la differenza che c’è fra una
donna di classe e una di “facili costumi”
è la stessa che passa fra una barca in
legno e una in vetroresina. Nel primo
dopoguerra i Riva si cimentarono anche
nella costruzione di scafi per la motonautica
e nel 1948, sulla Senna, Emilio
Oscurati, con un fuoribordo con scafo
Riva, vinse la gara e conquistò il campionato
europeo della categoria.
Attualmente la produzione, che si avvale
di tre collaboratori diretti dal figlio del
signor Riva, Daniele, comprende barche
a remi tipo lance, fuoribordo, barche a
vela classe Dinghi e canoe.
Inutile dire che la clientela è sparsa un
po’ in tutto il mondo e gli intenditori riconoscono
subito la “griffe” Riva, sinonimo
di eccellenza e di tradizione che si rinnova
senza mai tradire la sua vocazione
autentica.