
Nel 2000 la giovane trentenne Michela
Maldini decide di fare un cambiamento
totale nella sua vita lavorativa e, dopo
aver abbandonato il suo sicuro impiego
di segretaria d’azienda, affronta la non
facile strada per diventare imprenditrice
agricola. Inizialmente osserva da vicino
numerose aziende; va poi alla ricerca del
luogo adatto e, dopo aver superato gli
scogli tipici posti dalla burocrazia, riesce
a organizzare il suo allevamento di capre
camosciate delle Alpi, esemplari di taglia
medio-grande, muscolosi, robusti e in
grado di fornire abbondante latte e
numerosi capretti.
L’azienda, che nel corso degli anni ha
incrementato notevolmente il numero di
animali presenti, è organizzata principalmente
sulla vendita di due prodotti: il formaggio
di latte di capra, altamente digeribile
e ricco di vitamine e sali minerali
indispensabili per una corretta alimentazione,
e la carne. Fra capre adulte e piccoli
da allattare e accudire quotidianamente,
la vita di un’allevatrice non è
semplice, ma la signora Maldini non se
ne lamenta, anzi.
Con l’aiuto del cognato, l’assistenza tecnica
dell’Associazione Provinciale Allevatori
e quella sanitaria dei veterinari
dell’Asl, riesce a ottenere una produzione
di livello qualitativo elevato, mantenendo
inalterati i sapori tradizionali.