
Salendo da Porlezza verso la Valcavargna,
oltrepassato l’agglomerato di
Corrido, ci si immette lungo una stretta e
tortuosa via che finisce davanti a un cartello.
Questo ci informa che, da lì in poi,
si prosegue solo su una strada “silvopastorale”,
praticamente una mulattiera.
Gli automobilisti della domenica e i turisti
abituati all’asfalto levigato sono avvisati.
Con il cuore in gola, anche per la suggestione
del paesaggio circostante, si arriva
alla baita dei fratelli La Rosa in località
Montidignino, a 800 metri d’altezza.
Qui un’intera famiglia (i genitori, due figli
e due figlie, le nuore e i generi) gestisce
quotidianamente 40 mucche e una ventina
di maiali, dalla mungitura giornaliera
fino alla trasformazione del latte e alla
confezione dei salumi.
Durante l’estate vengono prodotti il burro,
il formaggio fresco d’alpeggio come lo
zincarlin, i formaggini freschi al pepe, al
peperoncino e all’erba cipollina e i formaggi
più stagionati come le formaggelle
e le formaggellette. Dalla macellazione
dei maiali, anch’essi allevati all’aperto e
nutriti con gli scarti della lavorazione del
formaggio, sono confezionati con metodi
naturali e (in assenza assoluta di conservanti
e coloranti) salami, prosciutto
crudo, pancetta, salsicce, cotechini e mortadelle.
Inoltre, con la carne di manzo, si
produce anche la slinzega, carne secca
tipica del luogo da consumarsi stagionata.
La commercializzazione è affidata alla
vendita diretta nella baita aperta tutto
l’anno e ai mercatini organizzati dal consorzio
“Sapori di Terra - Sapori di Lago”,
al quale l’azienda è associata.