
Poco fuori Bellagio, nei pressi di un distributore,
si intravedono alcune vecchie
case ben conservate. L’impressione è
quella di un piccolo borgo antico o di quel
che resta delle dipendenze di una tenuta
patrizia d’altri tempi. Una strada acciottolata
dalla pavimentazione consunta, ma
dalla geometria quasi perfettamente
intatta, ci conduce alla sede della latteria
sociale, dopo una sosta per ammirare
una curiosa lapide perfettamente conservata
sulla facciata di una casa adiacente,
che informa come lì il proprietario Jacopo
Rezia, che probabilmente vi trascorreva
le vacanze, avesse ospitato Volta e
Parini. La cooperativa è stata costituita
nel 1933 e ha incominciato a funzionare
nel 1934 con lo scopo di raccogliere, trasformare
e commercializzare i prodotti
ottenuti dalla lavorazione del latte proveniente
dalle stalle dei soci, tutti coltivatori
diretti. L’attività non ha mai subito
interruzioni, sopravvivendo agli eventi
politici ed economici che da allora si sono
susseguiti. Nel corso del tempo si è sempre
attribuita molta importanza all’innovazione
tecnologica e all’aggiornamento
delle strutture, senza mai alterare la
genuinità dei prodotti.
Il latte lavorato è di esclusiva produzione
dei soci. Attualmente sono dodici, tutti
attivi nel Triangolo Lariano, e possiedono
un totale di circa duecento mucche, che
per sei o sette mesi vengono mantenute
al pascolo brado, accorgimento indispensabile
per ottenere una perfetta genuinità
ed eccellenza del latte. Fra i prodotti
principali ricordiamo la panna di centrifuga
fresca che consente di ottenere il
burro nostrano. Vasta è la scelta di formaggi:
il magro di Bellagio che viene
avviato al consumo dopo una stagionatura
di 40/50 giorni, presenta una crosta
di color grigio-rosa, una pasta leggermente
elastica con assenza di sapore amaro
e un gusto leggermente acidulo e viene
utilizzato per la preparazione dei piatti
tipici lariani quali la polenta uncia, il tocc
e i pizzoccheri; il semigrasso di Bellagio,
abbastanza simile al precedente; il grasso
di Bellagio che viene messo in vendita
dopo 50/60 giorni di stagionatura, ha
una crosta di colore grigio-giallo, una
pasta leggermente elastica senza retrogusto
amaro, ma leggermente dolce ed è
un ottimo formaggio da tavola; la caciotta
dolce di Bellagio e i cremini nostrani,
che sono ottenuti con latte vaccino, spurgo
in telo e impasto con sale e si caratterizzano
per un sapore dolce con un retrogusto
leggermente acidulo. Da ultimo si
ricorda il zincarlin del Sanprin: ottenuto
da latte vaccino, con spurgo in telo e
impastato con sale e pepe, ha forma
caratteristica a cono tronco, gusto saporito
e leggermente piccante se fresco, più
accentuato se stagionato.
La commercializzazione avviene direttamente
nel negozio adiacente ai laboratori
oppure tramite distribuzione a una
clientela affezionata nell’ambito dei confini
provinciali.