
Poco prima di arrivare a Bellagio da
Como, lungo la strada Lariana, sulla
destra, si raggiunge una piazzetta dove,
dirimpetto a una fontana, ha la sua sede
un’azienda che probabilmente molti
ignorano e che pochi pensano esista
ancora: la cooperativa di pesca
Sant’Andrea.
I tre pescatori che l’hanno costituita si
sono ispirati all’idea che anche questa
attività aveva bisogno di aggiornarsi
nelle sue forme organizzative e nel marketing
e che i suoi “cultori” dovevano
evolvere da “raccoglitori di prodotto” a
“imprenditori-produttori” che non si occupano
solo di pescare ma anche di trasformare,
valorizzare e commercializzare il
pesce, catturandolo nel rispetto delle
classi preriproduttive e delle quantità
strettamente necessarie.
La cooperativa ritira quotidianamente il
pesce dai propri soci e da alcuni dei 68
pescatori professionisti che operano
attualmente sul lago di Como nei suoi
due rami, vendendolo, dopo averlo lavorato,
sia alla clientela privata, sia ai ristoranti
come prodotto fresco o conservato.
Il centro per la lavorazione del pescato è
conforme alle attuali normative igienicosanitarie
e tutte le strutture e i prodotti
sono sottoposti a controlli periodici come
previsto dalle leggi vigenti. La cooperativa
applica inoltre il Piano di Autocontrollo
HACCP.
Le lavorazioni per ottenere prodotti tipici,
come i missoltini, gli squartoni, il pesce
affumicato e il carpione, si avvalgono tuttora
di ricette e ingredienti esclusivi,
anch’essi tramandati di generazione in
generazione. La cooperativa si propone
non solo di rispettare la tradizione, ma
anche di promuovere la qualità del pesce
pescato nel lago di Como.
I prodotti principali sono: il coregone, che
è presente nel lago in due specie, il lavarello
introdotto nel 1885 e la bondella
introdotta nel 1970, ed è proposto come
pesce intero, filettato, essiccato e affumicato;
l’agone, che è un clupeide come
l’aringa e la sardina, viene commercializzato
prevalentemente dopo essere stato
essiccato al sole e posto in barili a raggi
concentrici pressati e intercalati con foglie
di alloro del lago, ed è meglio conosciuto
con il nome dialettale tipico di
“missultin”; l’alborella, un ciprinide un
tempo diffusissimo nel lago e attualmente
piuttosto raro (tanto da creare problemi
ai suoi predatori come il persico, il
cavedano, la trota di lago e il luccio), che
viene offerta fresca per fritture e carpioni;
il pesce persico, che sta quasi scomparendo,
tanto che molto pesce chiamato
con questo nome e cucinato nei ristoranti
del lago arriva in realtà da molto
lontano; il cavedano e il pigo, poco noti
commercialmente, ma molto apprezzati
dai consumatori soprattutto come paté e
sotto forma di prelibato filetto essiccato
chiamato “squartun”; la bottatrice, simile
al merluzzo, che si può trovare tutto
l’anno ma si cattura soprattutto in gennaio,
febbraio e marzo, è nota a pochi
estimatori e meriterebbe una maggiore
diffusione.
La Cooperativa Sant’Andrea è aperta al
pubblico tutte le mattine, tranne il lunedì,
dalle ore 8.30 alle 12.30.