
Il cantiere nautico italo-tedesco Performance
Tullio Abbate iniziò giovanissimo a lavorare
nel cantiere del padre, progettando e
realizzando in prima persona molte
imbarcazioni.
Fra queste sono da segnalare gli scafi da
corsa, che portano tutti il numero “5”, in
memoria della prima barca progettata da
Tullio Abbate, con la quale vinse la
Centomiglia nel 1963. Dopo un decennio
di “gavetta” nell’azienda paterna Abbate
si sentì pronto per affrontare l’avventura
di mettersi in proprio e, nel 1969, diede
vita al suo cantiere dove sperimentò, fra
i primi, la nuova materia che si affacciava
sul mercato nautico: la vetroresina.
Avvalendosi di mano d’opera specializzata
e di collaboratori fra i più qualificati a
livello mondiale, Abbate ha continuato
sulla strada della ricerca, dichiarando di
puntare, per le sue imbarcazioni, su tre
elementi fondamentali: la bellezza, l’affidabilità
e la velocità. Queste caratteristiche
gli hanno permesso di poter annoverare,
fra i suoi numerosi clienti, nomi
famosi nel campo sportivo e Enti civili e
militari italiani e stranieri.