
La navigazione sul lago di Como ha origini lontane e
dunque, fin dalle epoche più antiche, dovettero esistere
costruttori di imbarcazioni sulle sue rive. La prima
documentazione di attività cantieristica è però decisamente
più recente, risalendo al XVI-XVII secolo, quando
si decise di impiantare sul lago una vera e propria
produzione di barche con destinazione militare, invece
di importare (con evidenti svantaggi economici e
logistici) quelle prodotte a Venezia, allora sede dei più
famosi maestri d’ascia.
Vennero quindi invitati sul Lario alcuni artigiani specializzati,
tra cui tale Gramolin, che si portò al seguito
un buon numero di operai. Culla degli artigiani specializzati
in questo campo fu Carate, tanto che già Giambattista
Giovio, alla fine del Settecento, ne parla come
di un paese in cui si conserva “l’arte del costrurre le
barche”. Qui Ferdinando Taroni aprì un “squero”
navale nel 1790, in grado di costruire qualsiasi genere
di barche, poiché aveva imparato il mestiere presso
l’Arsenale di Venezia.
I più rinomati cantieri esistenti sul lago furono gestiti
da famiglie che si tramandavano l’arte di generazione
in generazione: Abbate, Cadenazzi, Cranchi, Galli,
Matteri, Molinari, Mostes, Riva, Taroni e Timossi, alcune
di origine veneta, ma tutte comunque stabilmente
insediate sulle rive comasche. Alla provenienza veneta
si deve anche l’introduzione di particolari terminologie
navali, tra cui la più evidente è il nome di “gondola”
usato per una barca tipica lariana.
In questi cantieri la tradizione dell’arte non impedì
mai un costante aggiornamento tecnologico; anzi,
nella pratica del mestiere era invalso l’uso di progettare
e realizzare ogni barca come un pezzo unico e
nuovo, mai identico al precedente, semmai annotando
in un registro le caratteristiche peculiari, in modo da
conservarne memoria ed eventualmente poterle riutilizzare,
magari incrociandole con altri elementi.
Di questa cospicua tradizione, l’eredità è ormai assunta
dai cantieri motonautici, alcuni assai famosi a livello
internazionale, mentre ridottissima è la presenza di
botteghe in grado di produrre le imbarcazioni tradizionali
del lago secondo i metodi antichi.