STORIA DELLA NAVIGAZIONE DI LINEA LARIANA
La storia della navigazione di linea sul lago di Como inizia nel 1826: la Società Privilegiata per l’Impresa dei Battelli a Vapore nel Regno Lombardo-Veneto di Milano vara a Villa Olmo il Lario, piroscafo con scafo in legno a propulsione a ruote per la rotta Como-Domaso. Nel settembre dello stesso anno viene varato il Plinio, per la rotta Lecco-Domaso. A Como lo sbarco avviene con barche d’appoggio, perché il porto è troppo piccolo e affollato. Solo nel 1858 si risolverà il problema con la costruzione della diga foranea e si realizzerà la colmatura del bacino portuale con la nascita di piazza Cavour. Nel 1830 entra in servizio il Falco, voluto da Giuseppe Camozzi, che rileva l’appalto dalla Privilegiata per dieci anni, mentre nel 1835 un battello già utilizzato sul Po e nella laguna veneta viene trasferito sul Lario e ribattezzato Arciduchessa Elisabetta. Dal 1817 fino al 1870, anche in seguito all’apertura del valico dello Spluga, si assiste a un potenziamento degli approdi esistenti e alla richiesta (non sempre accolta) di organizzarne di nuovi. Nel 1840 la Privilegiata, disdetto l’appalto con il Camozzi, pone in disarmo il Lario e il Plinio e fa costruire a Londra il Veloce, primo battello interamente in ferro. Dal 1846 al 1874 alla Privilegiata subentra la Società Lariana di Navigazione a Vapore, che vara il nuovo piroscafo Lariano e che si fonde con la Società Italiana per la Navigazione a Vapore sui Laghi, creando la Lariana Società Anonima per la Navigazione a Vapore sul lago di Como. Durante il Risorgimento i piroscafi del lago partecipano alle imprese dei patrioti italiani e ad alcune azioni garibaldine. Tra il 1850 e 1870 vengono introdotti nuovi battelli. Spesso il servizio si integra con quello delle diligenze. Nella seconda metà del secolo nella zona di Pra’ Pasque vengono costruiti alcuni cantieri, che nei primi decenni del Novecento saranno smantellati e trasferiti a Tavernola. A cavallo fra i due secoli il turismo lacustre d’élite è soppiantato da quello borghese stagionale e da quello domenicale, favorito dal completamento di alcune vie di comunicazione (il passo del Gottardo e i tratti ferroviari Milano-Como delle FF.SS e delle Ferrovie Nord). Si introducono biglietti cumulativi (terrestri, lacustri e delle ferrovie funicolari) e si concretizzano nuovi collegamenti con la Svizzera, con le ferrovie Ponte Tresa-Luino e Menaggio-Porlezza. Dopo la Grande Guerra i motori diesel sostituiscono le motrici a vapore. Nel frattempo si diffonde il trasporto su gomma e il servizio di navigazione entra in una crisi, che si acuisce durante la Seconda guerra mondiale. Nel dopoguerra il Ministero dei Trasporti, dopo una serie di battaglie legali, confisca il servizio di navigazione. La maggior parte della flotta viene posta in disarmo, ma si realizzano numerose motonavi di dimensioni più ridotte. Negli anni Cinquanta nel Centro lago si inaugura il servizio di autotraghetto e nel 1964 sulla rotta Como-Colico viene varato il primo aliscafo, la Freccia del Lario. Dal 1994 il servizio conosce una lenta ma significativa crescita, fino al varo di una nuova serie di catamarani che nel 2001 sostituiscono i primi aliscafi, creando però problemi ancora non risolti per il propagarsi di onde d’urto tali da danneggiare le darsene. Un cimelio storico della navigazione lariana, il Patria del 1926, salvato negli anni Ottanta dalla trasformazione in motonave, viene acquistato dall’Amministrazione Provinciale e restaurato.
 


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