LEGNO: STILE, ARREDI, BOTTEGHE
Carpentiere, falegname, ebanista e poi ancora carpentiere, montatore, costruttore. Tanti nomi a specificare epoche e lavorazioni susseguitesi nel tempo in numerosissime botteghe sparse intorno al Lario e presenti in tutti i paesi. Ma anche mestieri diversi per attitudini e specificità. Il carpentiere antico, costruttore di impalcature per l'edilizia e di coperture (ancora visibili le capriate romaniche in alcune chiese); il falegname capace di realizzare mobili semplici con legni lasciati grezzi (per il popolo) e mobili di più raffinata fattura, con legni preziosi, lucidati e decorati con metalli, avori, lacche sono tappe di un'unica professione. A tali specializzazioni, come riportano i documenti d'archivio e i manufatti conservati nei palazzi nobiliari di Como e anche di molti paesi del Lario, si aggiunge quella più specifica di ebanista: abile e raffinato realizzatore di mobili su progetto di artisti e architetti responsabili dei cantieri e della costruzione di chiese e palazzi. Qualche esempio, di epoche differenti, si ritrova nei Musei Civici a Como, in quasi tutti gli edifici religiosi dei paesi (armadi per sacrestie, scanni di cori nei presbiteri, cornici per grandi tele, banchi e sedie), nei palazzi, nelle ville (Pisani Dossi e Roncate a Como, Erba Visconti a Cernobbio, Carlotta e Sola Cabiati a Tremezzo, Vigoni a Menaggio, Melzi a Bellagio, Gaeta a San Siro, Camilla a Domaso) e negli alberghi (Villa D'Este a Cernobbio, Grand'Hotel di Tremezzo, Grand'Hotel di Menaggio, Serbelloni a Bellagio...). Il cantiere era sempre un sistema che coinvolgeva differenti specializzazioni e molte competenze artigianali: anche il falegname delle botteghe lariane operava a contatto con i maestri più abili e più noti (come i Maestri della Val d'Intelvi) che per tempi definiti (a stagione o per qualche anno, tornando sempre in patria) lavorano fuori dai confini della provincia (a Roma, a Genova, a Napoli), ma soprattutto all'estero: Svezia, Russia, Austria, Francia e anche in Sud-America e Nord-America. Era uno scambio proficuo che lasciava spesso il segno nello stile, nell'uso dei materiali e nella capacità di adeguare il proprio lavoro alle richieste di una clientela sempre esigente. Il falegname lariano è oggi montatore di pezzi fabbricati altrove, magari nelle botteghe del Canturino o della Brianza, a Milano, all'estero e, infine, torna ad essere costruttore: d'arredi per ville, di interni per barche, di interni per chiese ed edifici pubblici. Una professionalità antica trasformata dall'esperienza e dalla conoscenza dei nuovi materiali.
 


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