
Nell’epoca che vide il trionfo del Barocco, con la sua
predilezione per le composizioni decorative complesse
e scenografiche, i decoratori furono spronati
a mettere a punto sistemi di realizzazione di questi
apparati più flessibili di quanto non fosse l’esclusivo
uso di pietra e marmo. Si assistette quindi alla diffusione
delle decorazioni in stucco (una mistura di
gesso e polvere di marmo, amalgamata in acqua e
plasmabile in pasta) che presentavano l’indubbio
pregio di essere più a buon mercato e più leggere
rispetto a quelle in marmo. In questo modo se ne
potevano ricoprire le pareti e le volte, assurgendo a
vertici di teatralità e illusionismo che il marmo non
poteva garantire; inoltre lo stucco consentiva anche
un più vibrante trattamento della materia, che poteva
essere davvero manipolata (e, caratteristica non
da poco, aggiunta a se stessa, e non solo “levata”
come nel caso del marmo).
In quest’arte i maestri provenienti dalla zona dei
laghi lombardi e in particolare dalla Valle d’Intelvi
raggiunsero un’altissima professionalità che li vide
protagonisti del rinnovamento artistico barocco,
rococò e neoclassico in tutta Europa, dall’Irlanda
alla Baviera, dalla Spagna alla Russia.
Lo stucco poteva anche essere lucidato, diventando
così simile al marmo (e potendolo sostituire per
ragioni economiche), oppure poteva essere colorato
“in pasta” in modo da servire per costruire colonne
dalle forme magari più audaci o imponenti di quelle
di marmo vero. Una variante particolare di cui gli
intelvesi acquisirono quasi l’esclusiva è quella della
scagliola: pasta di gesso e polvere di marmo colorata
e utilizzata per ricavarne intarsi complessi, simili
a quelli di pietre dure che tanto successo ebbero in
tutte le corti d’Europa. Nel caso della scagliola, che
risultava di costo più contenuto rispetto alle pietre
dure, gli intarsi potevano anche avere dimensioni
notevoli: vennero quindi anche utilizzati per paliotti
d’altare o altri elementi di arredo liturgico.
L’arte del gesso e dello stucco, oscurata dall’evoluzione
stilistica dei due secoli scorsi, è stata recentemente
rivitalizzata e riportata in auge con dignità di
vera e propria espressione artistica.