
Gli antichi abitatori delle sponde lariane hanno lasciato
testimonianza della loro attività estrattiva documentabile
già dall'Età del Ferro e continuata, anche se con meno
stabilità, fino al XIX secolo, naturalmente in differenti
modi e per diverse necessità. Da sempre attrezzi, strumenti,
armi e persino gioielli furono prodotti da botteghe
che seppero unire una notevole perizia tecnica con una
buona capacità artigianale e la loro presenza è testimoniata
da numerosi documenti antichi. Il collegamento
con ambienti culturali artisticamente più evoluti (per
esempio Milano o Pavia) o con realtà come la città di
Roma o la Sicilia (Palermo in particolare) destinazione di
una emigrazione continua, ma ricca di sollecitazioni, ha
permesso ad artigiani e botteghe di affermarsi con lavori
di qualità e con commesse di alto prestigio. Numerose
chiese e palazzi ancora conservano preziosi manufatti
(arredi liturgici e decorazioni, mobili e strumenti) e
diverse famiglie hanno mantenuto (almeno per piccoli
oggetti preziosi) la memoria di un rapporto di storia e di
stile con realtà affascinanti e ricche di suggestioni. La
lavorazione dei metalli non si è limitata ai soli oggetti per
le chiese o per la nobiltà, ma si è andata via via perfezionando
rivolgendosi a un mercato più popolare e alle
necessità dell'artigianato (per la realizzazione di strumenti),
dell'agricoltura (per la fornitura di attrezzi) e
dell'industria nascente bisognosa di artigiani capaci di
costruire macchine e sistemi di movimento sempre più
complessi. Passato il tempo degli spadai (celebri quelli al
servizio del Medeghino, signore indiscusso e molto
chiacchierato del Lario, nei primi decenni del Cinquecento),
la manifattura dei metalli mantenne la caratteristica
di essere attenta alle innovazioni. Celebre, e ancora
ben radicata nella zona orientale del primo bacino del
Lario, sarebbe diventata la lavorazione del filo di ferro.
Importata da un attento e innovativo imprenditore di
Torno all'inizio dell'Ottocento, tale lavorazione era molto
adatta per la realizzazione di gabbie e derivati. Fu una
manifattura capace di estendersi a molti paesi del lago
coinvolgendo numerosi addetti (alcuni ancora attivi a
Lezzeno) e che si sarebbe convertita, sfruttando le capacità
degli artigiani e adattando le macchine, in quella
delle decorazioni natalizie.