
L’erudito cinquecentesco Ortensio Lando (circa 1512-
1555) cita più volte la bravura di alcuni cuochi comaschi
(anche un paio di donne) nel cucinare e presentare il
pesce in tavola. Prima del Lando diverse preparazioni a
base di pesce erano comparse nei ricettari che cuochi
famosi avevano compilato per fissare metodi e ingredienti
di piatti riservati a vescovi, nobili, cardinali e papi.
Celebre resta, tra i tanti, il ricettario di Maestro Martino
(il suo Libro de Arte Coquinaria è della metà del
Quattrocento) dal quale si apprendono nuovi modi per
portare in tavola, al meglio, un ingrediente facile da
reperire e molto vario. Nei secoli dunque, in provincia di
Como, si è sempre utilizzato il pesce come base della
dieta sia dei ceti popolari sia dei nobili; ovviamente con
diversità di modi di cucinare e di preparare. Tuttavia,
non tutti i pesci che sono descritti nei testi antichi o nei
documenti d’archivio sono ancora pescati o pescabili
nelle acque del Lario; molti, inoltre, non rientrano più
nelle abitudini e nel gusto contemporaneo.
I missoltini (missultit o missultin) sono una semiconserva ittica, sono cioè agoni essiccati direttamente dal
pescatore, salati e conservati in contenitori di latta; questo
prodotto era già in uso nel Medioevo e oggi è presente
in tutti i ristoranti del Lario (servito con polenta abbrustolita).
Altrettanto noto è il pesce persico, i cui filetti
morbidi e delicati sono spesso abbinati al risotto. Fino a
vent’anni fa l’alborella era molto diffusa: difficilmente
reperibile in commercio, è solitamente presentata fritta
in tutti i ristoranti; insieme con l’agone, l’alborella si presta
a essere preparata anche in carpione.
La trota di lago, rara e pregiata, è più grossa di quella di
fiume; il lavarello (o anche coregone) viene servito ai
ferri o al burro con salvia. Saporito è il cavedano che
viene utilizzato per preparare gustosi paté. Meno
apprezzata, per il suo sapore “di fango”, è la carpa. Di
larga diffusione, sulle tavole popolari dei secoli scorsi,
era la tinca (fritta o in umido con i fagioli); per palati raffinati
si può trovare anche l’anguilla (pescata vicino ai
fiumi immissari), mentre sono quali del tutto scomparsi i
prelibati gamberi d’acqua dolce.